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lunedì 10 ottobre 2011

UNA SEDIA – HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!



Jolie Janet guarda un posto vuoto.
Una seggiolina modesta, bellina, dove per qualche mese si era seduto lui.
Sì Lui.
Un lui arrivato per caso.
Che prepotentemente aveva attirato la sua attenzione.

Lo aveva fatto per tutto il primo mese.
Ed era rimasto fisso in quel posto.
Con carta e penna. Con il cuore in mano.
Con passione e fissandola negli occhi.
Un miracolo, forse.
Una bella sensazione.
Una bellissima voce.
Riusciva a trasformare tutto in magia.
Bello!

Poi una mattina non è venuto.
Ma….

Dove era? Dove era???

Eccolo, eccolo…. Era tornato.
Ma era diverso. Distratto.

Ma va… Ma che dici? Non è cambiato niente.
Sono sempre qui. Forse sei tu che non  mi vedi.

Passava il tempo e sempre la stessa solfa.

Ci sonoooooo. E non c’era.
Ma non c’era più neppure la magia.

Fino a non comparire più.
Ma che strano.
Dove sarà?

No. No. Ferma. E’ qui. E’ tornato in questo momento… All’improvviso.
Voglio prenderti la mano, amore.

La mano? Amore??? Ma cosa dici? Io non ci sono più.
Mentre eri via mi sono allontanata.
Non pensavo tu potessi tornare..
Ma….. Perché sei sparito?

Io sparito??? Ma non è vero. Son sempre quiiiiiii!

E pufffff….. Via tutto.
Anche la sedia.

E Jolie Janet si sveglia.
Omamma… Era un sogno. Un sognetto ansioso. Prima bello e poi brutto brutto
Strano però. Nell’aria c’è il suo profumo…



sabato 8 ottobre 2011

LA FINE DELLA FESTA


Jolie Janet oggi ha una strana sensazione.
Che la irrita. Lei sempre allegra, lei la wonder woman. Lei che ha sempre avuto la gioia di vivere.
Oggi Jolie Janet ha la malinconia.
E’ la prima volta che l’autunno le fa provare questa sensazione.
In genere le ha sempre dato un senso di pace. Di tranquillità. Di quella quiete dopo la tempesta.
Il Caos

La sensazione della fine della baldoria. Che poi è la fine dell’estate, dove tutti erano in giro e parlavano e danzavano e urlavano e si muovevano. Senza sosta.
Un po’ tipo “la festa è finita”, quando trovi in giro piatti e bicchieri per terra e disordine sui tavoli. Avanzi di torta e vino rovesciato.
Con il vento come unico accenno di vita, perchè muove la tovaglia e fa volare quel cappellino di carta abbandonato insieme alla trombetta di cartone.
Dove tutto è abbandonato e dove si sentono ancora nell’aria le risate, la musica. Il bailamme inutile, ma che fa parte della vita.
E si è lì. In piedi a osservare. Ma sorridenti, perché è stato bello. Magnifico, divertente e……. per fortuna finito.
Questo era l’autunno, l’inizio dell’autunno, per Janet Jolie.
In questo periodo aveva sempre avuto la sensazione di avere finalmente tempo per pensare. Tempo per raccogliersi e stare con se stessa. Tempo di volare con la fantasia. Di ricordare i baci ricevuti e quelli non dati.
Di immaginarsi la più bella del reame e “pindaricarsi” in fantasie estasianti.
E  continuare quel sorriso, Anzi… ridere da sola. “Senza doverne di niente a qualcuno” (licenza ndr).
Un periodo dove esprimere il proprio trallallare, la propria leggerezza. Quella che salva, perché permette di vivere la vita al di fuori della realtà. Beh.. che certo a volte può far tanto male
 
Insomma… Anche oggi Jolie Janet è lì.
Osserva questi tavoli…
Rimira quel foglietto stropicciato con un numero di telefono...
Raccoglie la prima foglia caduta sui piedi.
Che bellina…
Guarda in alto.
E’ vero, anche gli alberi si assopiscono in qualche modo.
Tacciono!
La voglia c’è. Inizia a danzare in mezzo alle sedie vuote. La sua è sempre stata una musica inebriante. E il pubblico era il migliore mai visto: i signor nessuno. Hehehehehe: il pubblico che non c’era. Ma che era lei.



Le prime note…
La la laaaaa, trallà, trallà. Blin blen blan pum pum…
Occhi chiusi. Movimenti dolci. Aggraziati.
Che meraviglia…

Anche il cuore si riposa un po’.
Il battito rallenta e il respiro… Più profondo.

E poi uno stop.
E il desiderio di riprendere la danza.
Ma le gambe che non si muovono.

Jolie Janet quest’anno è diversa. Ha lo sguardo fisso.
Fisso in un punto. Un punto vuoto.

Perché aveva la malinconia?

Non era pronta per stare con se stessa.
Era meglio il caos, la distrazione.

Jolie Janet cosa c’è?

“C’è che non ci sei più. Ti sto cercando. Da anni. Poi penso di averti trovato e improvvisamente sparisci. E mi guardo intorno. Tante facce che mi osservano. Gente che mi tende la mano. E ti cerco. Ti cerco… Ma tu non ci sei… Sono io che ti chiedo Cosa c’è? Perché?”

E fatti trovare, pirlone! Dai, che danziamo insieme.......
Balliamo il twist.... Geghegeghegeghegè...

domenica 2 ottobre 2011

HEI DICO A TE! GUARDATI ALLO SPECCHIO. E' ORA


I giorni passavano sempre più in fretta.
E Jolie Janet aveva sempre troppo da fare per accorgersene.

Una vita di routine piena di fatti e di parole.
Che roteavano nell'aria e diventavano pensieri. Beh... per fortuna.
A volte profondi. Su cui meditare.
A volte sciocchi su cui scherzare. E ridere tanto.
A volte cattivi. Pregni di debolezze.
A volte propositivi. Per crescere. 

Ma Jolie Janet oggi aveva incontrato sua madre.
Invalida, senza sostanza.
Aveva visto suo padre che la guardava sghignazzando con tenerezza da lassù. Protettivo.
Ma aveva parlato anche con le sue figlie. Grandi. Grandissime. Quasi mamme a loro volta.

Vuoi dire che... Non mi sono accorta del passar del tempo? 

Era ora di guardarsi allo specchio.

Ma sì.
Ora lo trovo.

Ecco. Eccoti Jolie Janet. Oh oh.. Sì. Sei sempre tu.
Ti riconosci?

No.
Non sono io questa qui.
Io oggi dovrei essere diversa.
Perché non ho raccolto. Ma dove è finita la mia semina?

E perché mi vedo giovane, quando non lo sono più?

Jolie Janet... Cara... La vita è un mistero. Un preziosissimo mistero.
Senza logica, senza senso. Mangiare, dormire, procreare.

Tutto il resto?

Una fantasia.

Dai tesorina.
Liberati dei tuoi freni, prima che sia troppo tardi.

Corri nel vento. Ce la puoi fare!