Visualizzazione post con etichetta capelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta capelli. Mostra tutti i post

sabato 17 marzo 2012

QUALCOSA E' CAMBIATO - Ma non è un film...




Jolie Janet che fai?
Oggi camminavi nella folla. Ti ho vista.
Il tuo sguardo era sereno. Alzavi gli occhi al cielo, come per portargli via ancora più energia di quella che cresce in te.
Giorno dopo giorno.
Il tuo sguardo è fermo, nobile. Tranquillo. E'... invulnerabile.
Ho visto che ridevi nel vedere la vita scorrere nei corpi delle persone che incontravi. Nelle case che quasi parlavano, come anche nei negozi, nei lampioni, nelle auto.
Tutto aveva un'altra luce. Le ambulanze che passavano: miii mooo, miii mooo... Il vigile che fischiava al pistola che voleva fare il furbo: fihhhhhh, fihhhhhhhh....
Le scemette che ridevano mangiando il gelato, il ragazzotto che sapeva di bagnoschiuma. Mmmmmmm. Che tenero.

Diccelo.
Sorride silenziosa e abbassa un po' il capo. Di sbieco. Dolcemente. Nella sua voce si sente una pace disarmante. Come quella di una persona che è riuscita a salvarsi dopo aver visto la morte in faccia.
- "E' vero. E' così.

Adesso sto bene. Mi sento forte. Sapessi come sono tranquilla. Penso che in tutti questi anni il mio io interiore (la mia anima) si fosse addormentato. Ora si è risvegliato. Finalmente riesco a essere me stessa. Prima non facevo che correre, che sbattermi di qua e di là. Poverina. In tutto questo tempo (tantissimo!) non ero mai riuscita a fermarmi. Ad accarezzarmi. A capirmi. Vivevo tutto senza partecipare. Non ero che un corpo in balia dell'improvvisazione.
Ma ora (e così sia) qualcosa è cambiato. Beh... qualcosa... TUTTO è cambiato.
E' vero.
Grazie di averlo notato."

Infatti io lo so che ora li senti i profumi Jolie Janet.
Che li vedi i colori. Che ascolti le persone, le loro voci. Il loro cuore.

Ma cosa ti è successo JJ?

- "E' che non potevo farcela da sola. E' che ho sempre avuto bisogno di lei."

 ????????????????? (Incomprensione)

- "Hahahahaha... Sì eccomi ancora a parlare di lei. Lei, lei, lei tutta la vita.
La mamma.
Incredibile.
Insomma è difficile da spiegare.
Ascoltami attentamente.
Lei, la mammina, era sempre stata dentro di me. Come tante volte ho già cercato già di spiegare. Mi aveva messa al mondo e mi aveva sempre tenuto la mano.
Poi tanto tempo fa a un certo punto mi ha abbandonata. Il perché non lo si sa.

Era sempre viva e vegeta, era sempre nel suo ruolo di mamma, ma aveva rotto con me.
E non c'è stato niente da fare.
E così, senza saperlo da quel momento in poi senza di lei non sono più riuscita a "percepirmi". A essere una persona completa.
Come spiegarlo? Ero come un fiore spezzato, un mocio mezzo pulito e mezzo sporco, un metronomo scombinato.
Un pesce che si sbatte, perché esce dall'acqua troppo spesso e fuori... puff puff puff..."

Hehehehe. Che buffa.
In effetti è vero, Jolie Janet
Ti vedevo saltare sui tavoli, ballare ore e ore. Ridere senza un perché. Animaletto sperduto.


- "Sino ad arrivare a oggi. A oggi che la mia mammina se n'è andata. Ha abbandonato il suo corpo. Ed è ENTRATA in me.
Mi ha quindi ripreso la mano. E io sono tornata a essere fortissima. Perché lei mi protegge. Mi sostiene sempre e ovunque.
Non è fantastico?"

Ti volti e te ne vai. Continui il tuo cammino. Vuoi godere di ogni minima cosa. Vuoi "godertela". Senti una forza incredibile crescere dentro di te. Sei due persone, di cui una potentissima.
Sarà mai possibile?

La tua mamma è morta un mese fa. E si è messa al tuo fianco per darti ancora la mano. Come quando eri piccola.
Sai, è probabile che mentre era in vita non poteva più possederti. Siccome tu dovevi crescere, aveva pensato di doverti far andare con le tue gambe. Se no sarebbe stato anacronistico. Innaturale. Sbagliato.
Che questo succeda solo a te o a tutti non lo sappiamo.

Il fatto è che tu sei diversa ora.
Guardati: i tuoi passi sono decisi. Ti vedo al rallentatore, dove i tuoi capelli lucidi e morbidi fluttuano al ritmo della camminata. La tua pelle è levigata e il tuo corpo sinuoso.
Come in un film... Hehehehehehe... Con anche il suono di una musica particolare. Studiata per te.
Il male ti rimbalza addosso e tutto si colora di gioia.


Ci sono tante e poche parole per esprimere tutto questo.
Userò le più semplici:
E' BELLO! E' BELLA. SEI BELLA JOLIE JANET. La luce ti esce da ogni poro.

E te lo meriti... Certo. Sono passati tanti anni... troppi.
Tanti anni...
Troppi.
.....
Troppi.

Sì qualcosa è cambiato.
Molto cambiato...
Cambiatissimo.


                                                             Cazzo! (cit. Nonna Bubba)


lunedì 26 settembre 2011

VECCHIO SARAI TU!

"Tze... Vecchio io? Uè nani, guardati allo specchio..."


"Non nascondermi le rughe. Ci ho messo una vita a farmele".
Anna Magnani alla truccatrice.
Una frase passata alla storia, vecchia come il cucù e trita e ritrita, ma attualissima e che racchiude più di una verità. 
E che oggi possono permettersi di dire in tanti.
Anche se non sono famosi.
Anche se fanno parte della gente comune.

Il fatto è che non esistono più gli anziani. O perlomeno (e per dirla un po' con quelle frasi fatte) "Non esistono più i vecchi di una volta!". Tempo fa a 40 anni si era finiti, si era "arrivati". Si era passati.
Ma oggi? Non si fa altro che incontrare ragazzini di 50, 60, 70 e, oltrepassando la razionalità, anche di 80 e di 90 anni.

Il look è cambiato. Senza esagerare troppo si può affermare tranquillamente che dopo gli "anta" (se non prima) di media si dimostrano almeno 10/15 anni di meno di quanto ci si aspetti.
È che la vita odierna è piena di stimoli.


E ci si sente "vivi" e utili sinché si campa. L'età non è più considerata dal punto di vista anagrafico, ma da quello fisiologico. Non ci si arrende più. E il corpo ubbidisce. Resta giovane. Con le rughe di Anna Magnani, ma giovane. Snello. Veloce.
Anche se la qualità della vita è peggiorata.
Se lo smog ammazza e i cibi non sono più genuini.
Massì.
Stimoli e vita.

Il sorriso abbonda sulla faccia degli stolti. Sarà anche vero, però sorridere alza i muscoli facciali, che sono quelli che crollano con il passar del tempo. Non è la ruga a far sembrare vecchi, ma proprio questo cedimento.


Quando arriva allora la vecchiaia? Quando ci si ammala.
Ecco dove la decadenza appare. E non ha età. Si diventa opachi con la malattia. Anche se si è giovinetti. Lo sguardo si spegne e il capello si perde o si opacizza. La pelle cede!
Gli "anta" però fanno ancora paura.
E infatti i portafogli dei chirurghi e centri estetici si riempiono a dismisura.
Ma verrà forse un giorno in cui si potrà dire "Rughe è Bello"?
Ci sarà un momento in cui si potrà tranquillamente godere dei vantaggi conquistati con il passare del tempo?
Certo, quando l'accento sarà sui lati positivi.

E poi i capelli bianchi sono bellissimi. Donano.






Se si conquista questo stato d'animo i vecchi sempreverdi potranno davvero permettersi di riposare senza ansie. Ma di un riposo "vero"... Quello dove si fa un sospirone profondo: "si tira il fiato". Ohhhhhhh.... 

Senza dover correre, perché si è già eliminato l'inutile. Si può godere il proprio status privilegiato. Si sa che possono fare gli altri .
E così il giovane non sarà più un rivale o il ricordo nostalgico di quello che fu.
Un buon paragone utile è quello di immaginarsi le automobili.
C'è la categoria della formula uno, della formula due, della formula tre e... dell'auto storica. De gustibus, ma queste ultime possono essere anche molto, ma molto più belle delle altre.
Ecco. E quindi rugosi senza vergogna. Sereni e positivi.


I signori “anta” tutti nel loro posto tranquillo, mentre laffuori succede il finimondo.
In quel paradiso interiore dove arrivano ansimanti quelli che invece corrono ancora tutto il giorno. Perché devono fare, fare, fare e disfare. Loro che con sguardo sparuto vengono a chiedere consigli. A loro. Che hanno vissuto. Che hanno le rughe parlanti. Che potrebbero raccontarne tante e tante di vicende.


E che sempre più spesso sentiranno udire la supplica di chi non potrà più fare a meno di loro.
"Tu con i tuoi capelli bianchi, tu con la tua saggezza, per favore….
Raccontami una storia...".
TrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalàTrallalà

GLI  INTRAMONTABILI