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giovedì 16 ottobre 2014

LA LEGGEREZZA DELLA FELICITÀ

           

Pierre Auguste Renoir Sleeping Bather 

    Perché la mattina capita che ti svegli e il buonumore ti pervade.
La luce che sbircia dalla finestra ti fa capire che sta arrivando il giorno ed è rassicurante,
il calduccio del letto è protettivo e rilassante,
il sapere che non si ha fretta e che quindi si possono chiudere gli occhi ancora per un momento, mantiene rilassate le membra,
Botero – Ballerina
l’udire gli uccellini che cinguettano felici ti fa venir voglia di darti da fare,
l’intuire che i tuoi cani ti stanno aspettando per coccolarti ti fa tenerezza.

È come se tutti intorno a te sorridessero:
dalla sedia, al camino, alla porta, alla strada, al giardino…

E tu ti muovi e vivi intorno a loro.
Ti senti morbida, cammini come danzando, regali sorrisi a chiunque ti circondi.
In un’atmosfera calda, rallentata, semplice.
E ti doni: regali il tuo calore, la tua serenità, la tua gioia pastosa.

E io ho scoperto che la mia vita è per la maggior parte del tempo proprio così. Ma l’ho intuito soltanto il giorno in cui sono uscita dal buio dell'indifferenza verso la vita.
Van Gogh – Sien, seduta su una cesta, con una ragazza
Dove non vivevo e non guardavo.
Non incontravo fiorellini gioiosi e niente brillava.
Dove tutto era opaco.


Il perché non lo so. Forse succede e basta. Col vivere, si entra e si esce nella luce e nel buio.


sabato 17 marzo 2012

QUALCOSA E' CAMBIATO - Ma non è un film...




Jolie Janet che fai?
Oggi camminavi nella folla. Ti ho vista.
Il tuo sguardo era sereno. Alzavi gli occhi al cielo, come per portargli via ancora più energia di quella che cresce in te.
Giorno dopo giorno.
Il tuo sguardo è fermo, nobile. Tranquillo. E'... invulnerabile.
Ho visto che ridevi nel vedere la vita scorrere nei corpi delle persone che incontravi. Nelle case che quasi parlavano, come anche nei negozi, nei lampioni, nelle auto.
Tutto aveva un'altra luce. Le ambulanze che passavano: miii mooo, miii mooo... Il vigile che fischiava al pistola che voleva fare il furbo: fihhhhhh, fihhhhhhhh....
Le scemette che ridevano mangiando il gelato, il ragazzotto che sapeva di bagnoschiuma. Mmmmmmm. Che tenero.

Diccelo.
Sorride silenziosa e abbassa un po' il capo. Di sbieco. Dolcemente. Nella sua voce si sente una pace disarmante. Come quella di una persona che è riuscita a salvarsi dopo aver visto la morte in faccia.
- "E' vero. E' così.

Adesso sto bene. Mi sento forte. Sapessi come sono tranquilla. Penso che in tutti questi anni il mio io interiore (la mia anima) si fosse addormentato. Ora si è risvegliato. Finalmente riesco a essere me stessa. Prima non facevo che correre, che sbattermi di qua e di là. Poverina. In tutto questo tempo (tantissimo!) non ero mai riuscita a fermarmi. Ad accarezzarmi. A capirmi. Vivevo tutto senza partecipare. Non ero che un corpo in balia dell'improvvisazione.
Ma ora (e così sia) qualcosa è cambiato. Beh... qualcosa... TUTTO è cambiato.
E' vero.
Grazie di averlo notato."

Infatti io lo so che ora li senti i profumi Jolie Janet.
Che li vedi i colori. Che ascolti le persone, le loro voci. Il loro cuore.

Ma cosa ti è successo JJ?

- "E' che non potevo farcela da sola. E' che ho sempre avuto bisogno di lei."

 ????????????????? (Incomprensione)

- "Hahahahaha... Sì eccomi ancora a parlare di lei. Lei, lei, lei tutta la vita.
La mamma.
Incredibile.
Insomma è difficile da spiegare.
Ascoltami attentamente.
Lei, la mammina, era sempre stata dentro di me. Come tante volte ho già cercato già di spiegare. Mi aveva messa al mondo e mi aveva sempre tenuto la mano.
Poi tanto tempo fa a un certo punto mi ha abbandonata. Il perché non lo si sa.

Era sempre viva e vegeta, era sempre nel suo ruolo di mamma, ma aveva rotto con me.
E non c'è stato niente da fare.
E così, senza saperlo da quel momento in poi senza di lei non sono più riuscita a "percepirmi". A essere una persona completa.
Come spiegarlo? Ero come un fiore spezzato, un mocio mezzo pulito e mezzo sporco, un metronomo scombinato.
Un pesce che si sbatte, perché esce dall'acqua troppo spesso e fuori... puff puff puff..."

Hehehehe. Che buffa.
In effetti è vero, Jolie Janet
Ti vedevo saltare sui tavoli, ballare ore e ore. Ridere senza un perché. Animaletto sperduto.


- "Sino ad arrivare a oggi. A oggi che la mia mammina se n'è andata. Ha abbandonato il suo corpo. Ed è ENTRATA in me.
Mi ha quindi ripreso la mano. E io sono tornata a essere fortissima. Perché lei mi protegge. Mi sostiene sempre e ovunque.
Non è fantastico?"

Ti volti e te ne vai. Continui il tuo cammino. Vuoi godere di ogni minima cosa. Vuoi "godertela". Senti una forza incredibile crescere dentro di te. Sei due persone, di cui una potentissima.
Sarà mai possibile?

La tua mamma è morta un mese fa. E si è messa al tuo fianco per darti ancora la mano. Come quando eri piccola.
Sai, è probabile che mentre era in vita non poteva più possederti. Siccome tu dovevi crescere, aveva pensato di doverti far andare con le tue gambe. Se no sarebbe stato anacronistico. Innaturale. Sbagliato.
Che questo succeda solo a te o a tutti non lo sappiamo.

Il fatto è che tu sei diversa ora.
Guardati: i tuoi passi sono decisi. Ti vedo al rallentatore, dove i tuoi capelli lucidi e morbidi fluttuano al ritmo della camminata. La tua pelle è levigata e il tuo corpo sinuoso.
Come in un film... Hehehehehehe... Con anche il suono di una musica particolare. Studiata per te.
Il male ti rimbalza addosso e tutto si colora di gioia.


Ci sono tante e poche parole per esprimere tutto questo.
Userò le più semplici:
E' BELLO! E' BELLA. SEI BELLA JOLIE JANET. La luce ti esce da ogni poro.

E te lo meriti... Certo. Sono passati tanti anni... troppi.
Tanti anni...
Troppi.
.....
Troppi.

Sì qualcosa è cambiato.
Molto cambiato...
Cambiatissimo.


                                                             Cazzo! (cit. Nonna Bubba)


sabato 19 marzo 2011

AVVENTURA CON LA LUNA - Thriller

"Non ho dormito tutta la notte.
Eh, è per la luna".
In tre persone me lo hanno detto.
Chissà perché. Io ho dormito benissimo invece. A parte la digestione. A letto piena di patatine, formaggio, pasta, pane e frittata. (Beh, la frittata era di uova ancora calde di mamma gallina. Ne valeva la pena).
Stanotte c'era la luna pienissima e vicinissima alla terra. Quindi grandissima. (Tutto in "issima"). Non succede da 18 anni.
Me l'ha detto Fede ieri sera.
E ci ho provato a rimirarmela.
Sono in campagna, in mezzo al niente. Meglio di così... Il silenzio totale aiuta la concentrazione.
E allora ho lasciato questo Fede al suo lavoro e sono uscita.
Ecco.......
Davvero era grandissima.
Uno spettacolo.
Me ne son stata lì un bel po'.
E poi son rientrata in casa.
E mi son venute in mente tante cose....
Prima di tutto mi è scattata un'ovazione:
"O dea Luna, quando sei così sembra che Tu faccia fermare tutto. La Tua luce trasforma il territorio a noi tanto noto. Il cielo intorno a Te, la Tua cornice, è di un blu intensissimo. Che sfuma allontanandosi per diventare di nuovo notte, per ritornare quel buio conosciuto".
Ritorno in me!
Mi rendo conto che quel blu descritto prima è l'unico colore. Il resto è in bianco e nero.
Ho voglia di parlare con lei.
Cara Luna, sei fantastica, sei bellissima. Così bianca, così luminosa, così tonda. Con quella somiglianza a una faccetta da furba. Crei intorno a me delle ombre nere come la pece e quel che illumini è in fortissimo contrasto con il buio della notte che ti resiste. Uno stacco netto e pulito. Come se fosse stato disegnato con l'aiuto di un righello.
Non sono mai completamente a mio agio, quando ti vedo. Sono influenzata da quanto mi avevano detto e avevo letto di te da chi interpreta le carte (i maghi). Il simbolo della luna per loro rappresenta l'inganno. Pare che la tua luce sia malvagia, che alteri la realtà. E non solo. Smascheri chi si nasconde, chi pensa di non essere visto in quel buio! In quel mistero che si sa portar dietro soltanto la notte con il suo nero, pieno di vizi, perversioni e trasgressioni. Sei la bugia.
E alla "luce" di questo pensiero ti osservo con sospetto.  E penso che quando sei così luminosa, ci destabilizzi.
Fai della notte un ibrido notte/giorno. Un minestrone insomma.
Gli occhi mi girano alla ricerca di paesaggi. Riconosco lo steccato, che appunto fa un'ombra secca e netta sulla viuzza verso casa.
Lo vedo quel prato lontano. Muto. Lì niente si muove. Probabilmente gli insetti stanno dormendo, come i fili d'erba e i cespugli. Sembra così.
In effetti sei invadente, luna. Con quella tua luce, li denudi a loro insaputa. Li scopri nel loro momento privato. Il privato di quando si pensa che nessuno ti possa vedere, e che quindi ci si lascia andare e se ne si sta storti, coi capelli per aria. Si mantiene il viso bolso. Insomma con niente trucco e parrucco.
Ritorno a osservare. Tutto sembra più ordinato. E improvvisamente sento che divento piccola e inutile confronto al questo connubio immenso di cielo, terra, luce e ombre.
Provo a urlare, a ballare, a cantare. E a suonare, a brigare e a disfare. Niente. Te ne fai un baffo di tutto questo mio non potere. Implacabile, non fai cambiare nulla. Il tuo disegno rimane immutato. L'aria non si muove. Mi fai capire quanto sono impotente.
Uff, ora il paesaggio mi immobilizza.
Il respiro mi si fa più intenso. I miei occhi si sgranano.
E dopo un po' mi accorgo che non c'è niente di vero. Tu Luna Immacolata ci stai truffando. Hanno ragione i "tarocchisti". La tua luce è un'illusione. E poi stai riflettendoci i raggi del tuo amico Sole, oltre a mostrarci quello che non devi. Perché è notte. E la notte è buio. Sei falsa. E sei soltanto un mezzo, come un oggetto: senza vita.
E allora voglio ripararmi da te.
Sento il bisogno di entrare in casa. Al riparo. Oppure di stare con qualcuno. Con una protezione.
Resto comunque beata della tua magia e intontita dall'eccezionalità dell'evento.
Con la consapevolezza di aver vissuto un momento irripetibile o quasi, con ancora negli occhi scenari magnifici, incantati.
Ma mi arrendo.
Anche una civetta mi mette in guardia. "Uh huuuu... Uhnhuuuu. Questo è Il mio regno, uomo atomico. Uomo meccanico. Uomo informatico. Vai a ripararti, tu non sai più nulla della natura. Figuriamoci della natura della notte. Quella ti ammazzerebbe. Torna nel tuo mondo virtuale. Ormai lo sappiamo. Sei diventato così e noi ti rispettiamo. Ma non sfidarci. Ti possiamo aiutare, ma fino a un certo punto. E la morsa del "a te ignoto" ti ingoierebbe".

Resisto ancora e chiudo gli occhi. Che fastidio... Mi è restato nelle palpebre serrate lo stampo luce e buio.
Sorrido, rispettosa e sull'attenti.
Respiro profondamente, come a voler far entrare dentro me una parte di mondo che una volta mi apparteneva. Forse mi distenderò per terra, per godermi ancora un po' il momento e cercare di entrare dentro nella natura.
E poi giro le spalle. Dietro front. Chiudo la porta. Accendo la luce. Mi lavo e entro nel morbido cotone delle lenzuola e nella lana della coperta. Che strano però. Mi viene in mente che forse dovrei andare a dormire nel fienile... ????
Non trovo più il mio cane. Mi alzo e lo chiamo. Fischio. Ehiiiii... i... i.... i. Lo sento abbaiare lontano. Lo intravedo correre da qualche parte. Solo? Con qualcuno?
Lo lascio fuori. Anche perché non ha nessuna intenzione di entrare. Lui ce la fa. Non ha ancora perso l'istinto, quello della legge della natura. E questa è la sua serata preferita. I suoi amici son tutti in giro. Pronti per il giro della morte, come diremmo noi. Non ci sono sigarette, droghe, carte, travestiti, bagasce, assassini. C'è qualcosa di simile, che non saprei descrivere, ma che più ci apparterrebbe.
E allora ritorna uomo nel tuo mondo privilegiato. Nella tua elettricità, nel tuo lenzuolo di cotone e nella tua coperta di lana. Nella tua centrale nucleare. Nei tuoi conservanti, nei tuoi dollari, nei tuoi megabyte. Dal chirurgo estetico, dai tuoi Gheddafi e i suoi missili. Dal tuo stupido berciare contro il nulla. Perchè sei rabbioso ormai, stupido essere. Ritorna dal tuo psicologo, analista, psichiatra... Dal tuo coacher! Questa è la tua storia. Questa è la tua evoluzione. E la tua fine!
Prima di addormentarmi con questo quadretto orrendo ancora nella mente, mi sento toccare sulle spalle. Mi giro assonnata e vedo una fatina. Bellissima. Piena di brillini. Forse è entrata nel mio sognare. Inizia a parlare. Sento racconti di bontà, di altruismo, di gente perbene. Delle fantastiche scoperte mediche e di chi "ha capito".

.......
Eccoci di nuovo. Non esiste mai soltanto una verità.
Ma sì ha ragione. In una vita, in mille e milioni di vite c'è tutto. Il bene e il male, l'amore e la cattiveria. L'ottusità e la saggezza. L'istinto perso e la mia mamma guarita con quella medicina miracolosa. La luce e il buio. Il falso e il vero. E una notte/giorno per merito di una Grande Luna.
E allora ripenso a lei, alla luna che è diventata bellissima, al canto della civetta che ora sento dolcissimo e alla serata trasformata in emozione esaltante.
Poi mi stiro. È già mattina. Che gioia. Son felice di vivermi un'altra magnifica giornata...
Anna Scolari