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mercoledì 23 novembre 2011

STIAMO DANDO I NUMERI! SI', QUELLI DEI PAZZI


Domenica scorsa è uscito l’inserto “La Lettura” del Corriere della Sera.
E io ho fatto una cosa straordinaria!!!
Ho comprato il giornale.
Esatto.
Il cartaceo.
Non so bene il perché. Mi ero messa erroneamente in testa che non ne avrebbero fatto una copia digitale.
Buongiorno. Il Corriere per favore. Con l’inserto mi raccomando.
Pago e vado.

Wow. Anna Scolari che passeggia con in mano il giornale.
Automaticamente ho assunto un portamento altero.
Quello delle donne impegnate!

Omamma. Ma come mai?
Ahiahiai. Forse era proprio troppo tempo che questo non accadeva.
E poi era la giornata Austerity (così la chiamavamo noi ai tempi). Quella dove non possono circolare le macchine.
E quindi mi sono pure messa a passeggiare e anche un po’ in mezzo alla strada.
Di una Milano silenziosa. Di quel silenzio che ti rallegra e ti fa venir voglia di salutare tutti.
E poi, scevra di borse, borsine, borsette e pacchetti, mi sono anche messa a leggerlo.

Ma vi giuro… Non prendetemi per pazza. E’ stato bellissimo toccare la carta scricchiolosa.
Cercando però di tenere allineate le pagine per non far di quello scritto un garbuglio.
Sì perché i fogli volano via. Almeno a me.

Insomma devo dire che mi sono stupita di me stessa. Se io che leggo tutto virtuale soltanto da un annetto, ho provato questa sensazione… Beh… Chissà che succederà fra un po’.

In ogni caso mi sono goduta il momento.
E’ stato piacevole. La carta entrava dentro di me. Faceva parte del mio look. E forse prendevano forma fisica anche le parole.
Mentre leggevo, tra un foglio che cadeva e i saluti immaginari che lanciavo a destra e a manca, toccavo le pagine con le mani.
Belle. Il dito voleva proprio anche seguire le parole.

Adesso la rivista è qui. Accanto a me, buttata sul letto. E più vissuta. Un po’ stropicciata. Ha una sua identità.

Ecco la parola giusta. L’identità. Il virtuale dopo un po’ ti fa entrare in un mondo dove i cambiamenti sono troppo veloci e le cose perdono il loro valore storico.
Il mio inserto qui vicino a me invece ha una sua vita.

Tutte le innumerevoli pagine da me lette on line in questi anni invece svolazzano in posti sconosciuti della mia mente. Non si logorano. Ed escono dalla realtà. Non hanno sapore. Non diventano mai di proprietà.
Il cartaceo, che è fisico, che è oggetto, materia… vive. Il fatto di essere stato toccato, aperto, richiuso, piegato e poi messo in un posto dove ancora lo si può vedere, gli dà personalità. Diventa parte della nostra vita. A prescindere!
Beh... Cose da pazzi!!

Ciaoooo



mercoledì 19 ottobre 2011

LA PAZZIA



Mi rendo conto.
Che la vita possa essere difficile. A volte mille problemi si accalcano nella testa.
Il lavoro: Aiuto, ce la farò?

I figli: Caspita la mia Ginetta è triste. Uff… Come aiutarla? E l’altra mia Cucciolina ha un’allergia. Ma a cosa??
L’amore: Che fa? Non mi capisce. Siamo diversi e bla bla bla…
La mamma, la casa. I fratelli. La macchina. I soldi, le bollette…
La vita………. Gli anni!

Ci si muove frettolosi e con questa accozzaglia di preoccupazioni dentro la testolina.

Poi a un certo punto succede qualcosa.
O perlomeno succede a me. Sì proprio A ME!

Cammino. A testa china. Con il nuvolone helphelphelp sulla testa. Mumble mumble…
Poi mi fermo. Mi allungo come a volermi stirare.
Muovo il collo a destra e a sinistra.
Il mio sguardo vola in alto.
E…
ECCOCI QUA!!
Zam: improvvisamente scoppio in una fragorosa risata.


Che dirvi? Tutto il Problemone non solo cambia di prospettiva, ma diventa persin ridicolo. Perde la parte pesante. Si alleggerisce.
Della serie: Ma come? Io ho tutti questi problemi? Ma è incredibile? Hahahaha. Mi manca solo che mi capiti anche questo o quello.
E via così. E tutto si colora di nuovo. Perde quel grigino insulso.
Ma non è incredibile?

E poi riprendo la mia camminata.
Ma prima di iniziarla, mi faccio un piccolo saltello di gioia. OPLA’.


Tutto qui.
Non so perché, ma in questi giorni lo sto notando di più… Ne ho dedotto che logicamente credo di essere molto fortunata ad avere questa reazione nei confronti dei problemi.
Però mi è sorto un piccolo dubbio.

Non è che il tutto rientri in un discorso di PAZZIA?
Non patologica, ma della serie.
Insomma: lo “scoppiare a ridere” (e in questo caso per strada e senza un reale motivo…) non è tipico dei matti???

Credo proprio di sì.

Forse si può fare un distinguo. I fuori di testa sani e quelli malati.
Spero di appartenere alla prima categoria.

Ma anche se fossi nella seconda… Che dirvi???

Viva la pazzia!!

Hahahahahahaha (con saltellino annesso….)