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mercoledì 19 ottobre 2011

LA PAZZIA



Mi rendo conto.
Che la vita possa essere difficile. A volte mille problemi si accalcano nella testa.
Il lavoro: Aiuto, ce la farò?

I figli: Caspita la mia Ginetta è triste. Uff… Come aiutarla? E l’altra mia Cucciolina ha un’allergia. Ma a cosa??
L’amore: Che fa? Non mi capisce. Siamo diversi e bla bla bla…
La mamma, la casa. I fratelli. La macchina. I soldi, le bollette…
La vita………. Gli anni!

Ci si muove frettolosi e con questa accozzaglia di preoccupazioni dentro la testolina.

Poi a un certo punto succede qualcosa.
O perlomeno succede a me. Sì proprio A ME!

Cammino. A testa china. Con il nuvolone helphelphelp sulla testa. Mumble mumble…
Poi mi fermo. Mi allungo come a volermi stirare.
Muovo il collo a destra e a sinistra.
Il mio sguardo vola in alto.
E…
ECCOCI QUA!!
Zam: improvvisamente scoppio in una fragorosa risata.


Che dirvi? Tutto il Problemone non solo cambia di prospettiva, ma diventa persin ridicolo. Perde la parte pesante. Si alleggerisce.
Della serie: Ma come? Io ho tutti questi problemi? Ma è incredibile? Hahahaha. Mi manca solo che mi capiti anche questo o quello.
E via così. E tutto si colora di nuovo. Perde quel grigino insulso.
Ma non è incredibile?

E poi riprendo la mia camminata.
Ma prima di iniziarla, mi faccio un piccolo saltello di gioia. OPLA’.


Tutto qui.
Non so perché, ma in questi giorni lo sto notando di più… Ne ho dedotto che logicamente credo di essere molto fortunata ad avere questa reazione nei confronti dei problemi.
Però mi è sorto un piccolo dubbio.

Non è che il tutto rientri in un discorso di PAZZIA?
Non patologica, ma della serie.
Insomma: lo “scoppiare a ridere” (e in questo caso per strada e senza un reale motivo…) non è tipico dei matti???

Credo proprio di sì.

Forse si può fare un distinguo. I fuori di testa sani e quelli malati.
Spero di appartenere alla prima categoria.

Ma anche se fossi nella seconda… Che dirvi???

Viva la pazzia!!

Hahahahahahaha (con saltellino annesso….)


giovedì 20 gennaio 2011

EPPURE IL SUO SGUARDO ERA GIOIOSO




Quella donna camminava e camminava.
Senza sosta.
Era vecchia, stracciata, le scarpacce consumate. I capelli grigio bianchi, stupidi e arruffati. Una donna che non interessava più a nessuno.
Eppure il suo sguardo era gioioso dentro a quegli occhi stanchi. La sua camminata era sbarazzina, mossa da quelle gambe nodose, fragili e caduche.

Non aveva più una meta. Era già molto tempo che vagava per strade sconosciute. Poche le soste. Dormire e mangiare. Per il resto tutto il suo vivere era in quel moto perenne.
E sorrideva sempre. Non ce ne si poteva accorgere. Solo un occhio sopraffino lo poteva notare. Il viso era troppo sporco, troppo rugoso. Confondeva. Ma per lei era sempre stato così. Per lei da sempre tutto era sempre stato bello. Tutti sempre buoni. In ogni caso. In ogni situazione.
Ed era così anche ora. In questo suo peregrinare. Dove non esisteva più niente se non l'attesa della morte. Dove ormai non possedeva più nulla, se non ricordi, memorie passate. Ma era così. Lei era felice.
In fondo quella vita sghemba le era passata in un battibaleno.
Nascita, crescita, studi, primi amori, matrimonio, figli, lavori, pruriti, amanti, separazione, povertà, teste di cazzo, nuovo marito, nipoti, menopausa. Vecchiaia. Tutto in un attimo.

Ciao vita mia. Sei bellissima, ma inutile. Peccato. Mai ti lascerei, ma non trovo ragioni valide abbastanza che mi portino a pensare il contrario.
Mi diverti e accetto di giocare con te. Ma non prendermi per il chiulo.
Non servi a niente.
Sgnonf!